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MUDHONEY 'EVERY GOOD BOY DESERVES FUDGE' 30° ANNIVERSARIO DELUXE 2LP (Vinile Colorato)

MUDHONEY 'EVERY GOOD BOY DESERVES FUDGE' 30° ANNIVERSARIO DELUXE 2LP (Vinile - Main image
$15 $30 In stock

Category: LP

ETICHETTA: SUB POP
COLOR VINYL 2LP

Questa edizione per il 30° anniversario, rimasterizzata da Bob Weston presso Chicago Mastering Service, è una testimonianza dell'ondata creativa che li ha guidati in questo periodo. Le sessioni dell'album hanno prodotto una serie di brani che sarebbero poi apparsi su B-side, compilation e split-single. Questa edizione include tutti quei brani e una serie di canzoni inedite, inclusa l'intera sessione di cinque tracce di Music Source.

Tornando alle basi con Every Good Boy Deserves Fudge, i Mudhoney hanno ribaltato la saggezza convenzionale. Non per la prima volta – né per l'ultima – hanno avuto ragione. Un mese dopo l'uscita nel luglio 1991, l'album entrò nella classifica britannica al numero 34 (cinque settimane dopo, Nevermind dei Nirvana entrò al 36) e vendette 75.000 copie in tutto il mondo. Una misura di successo più significativa, tuttavia, risiede nella rivitalizzazione della band, diventando un punto di riferimento per il futuro. Il disco è un capitolo importante nella storia in corso dei Mudhoney, la cui morale è: quando sei in dubbio, fudge it.

L'album iniziò al Music Source Studio, un grande spazio dotato di un mixer a 24 tracce – decisamente futuristico, rispetto al setup a 8 tracce che ha dato vita al loro debutto catalizzatore del 1988, "Touch Me I'm Sick." La sessione al Music Source si rivelò presto un falso inizio quando i risultati, secondo le parole del chitarrista Steve Turner, "suonavano un po' troppo eleganti, troppo puliti." Lezione appresa, la band tornò alle origini e si mise al lavoro con il setup a 8 tracce di Conrad Uno all'Egg Studio. Chiamato così per i cartoni attaccati alle pareti nel tentativo ottimistico di insonorizzare, l'Egg vantava un console di registrazione Spectra Sonics a 8 tracce vintage degli anni '60, originariamente costruito per la Stax di Memphis.

Così, nella primavera del 1991, i Mudhoney realizzarono Every Good Boy Deserves Fudge. L'album risultante è un turbine delle influenze della band in quel periodo: il feroce garage rock degli anni '60 dei loro predecessori del Pacific Northwest, The Sonics e The Lollipop Shoppe, il post-hardcore ringhiante dei Drunks With Guns, i pesanti mood chitarristici di Neil Young, gli esercizi lisergici di Spacemen 3 e Hawkwind, l'esistenzialismo cupo degli Zounds e la ferocia satirica dell'hardcore punk degli anni '80. La speciale alchimia del quartetto faceva sì che questi omaggi affettuosi non scivolassero mai nel pastiche. In definitiva, Every Good Boy Deserves Fudge ha incarnato il meglio dei Mudhoney: ecco una band che si riconnetteva con i suoi istinti più puri, reinventandosi nel processo.